19 Ottobre 2019
Stalle bergamasche leader in Lombardia per caseificazione e vendite dirette

Dal formaggio d’autore a quello con tre tipi di latte, da quello stagionato sotto terra a quello con un ripieno goloso, dal formaggio al gusto esotico a quello che unisce gli allevatori fino a quello per gli intolleranti al lattosio. Sono alcune delle proposte creative degli allevatori bergamaschi, presentate allo Stand di Coldiretti Bergamo durante la manifestazione Forme che si sta svolgendo presso la Fiera Nuova di Bergamo.

L’arte della caseificazione ha trovato da sempre terreno fertile nella Bergamasca. Infatti Bergamo con 30.300 tonnellate di latte trasformato direttamente in azienda è la prima provincia lombarda per volume di vendite dirette ed è quarta a livello nazionale. A livello regionale precede Brescia che ne trasforma 21.700 tonnellate e Mantova che ne trasforma 13.800 tonnellate. Complessivamente le aziende agricole lombarde trasformano direttamente 94.100 tonnellate.

Nella Bergamasca le aziende che effettuano la vendita diretta sono 279, mentre quelle che consegnano all’industria di trasformazione sono 553. Le aziende che effettuano la vendita diretta son il 36,7% del totale, mentre le vendite dirette rappresentano il 7% del latte prodotto.
Gli allevamenti di bovini sono 800, con circa 50.000 vacche in lattazione, e un patrimonio di latte prodotto di oltre 3.300.000 q,li, di cui il 35% circa è destinato al latte alimentare, mentre il 65% alle produzioni casearie.

Coldiretti Bergamo sottolinea che anche sul fronte della creatività il comparto è in continua crescita. L’azienda agrituristica Ferdy di Lenna realizza formaggi d’autore decorati a mano prodotti con latte di Bruna Alpina Original Brown, alimentate solo con foraggio d’alpeggio, mentre l’azienda Campana di Zanica produce il Goss del Giopì, una scamorza ripiena di salamella al peperoncino che richiama la forma del gozzo di Gioppino. C’è chi invece punta sull’accostamento del gusto tradizionale del latte con quelli più orientaleggianti come l’azienda Filisetti Dino di Endine Gaiano che propone un formaggio aromatizzato al bambù.

Non manca neppure chi ha ideato forme di invecchiamento alternative, prosegue Coldiretti Bergamo, come nel caso del formaggio Minadur di Dossena, che viene fatto stagionare da un gruppo di aziende agricole nelle vecchie miniere presenti sul territorio e sviluppa caratteristiche uniche grazie alle particolari condizioni di temperatura e umidità. Ha voluto invece andare incontro alle esigenze di chi ha problemi di intolleranza l’agriturismo S. Antonio di Grone con una produzione di formaggi freschi senza lattosio, mentre l’’azienda agricola Mondo Asino di Olmo il Brembo punta sull’Arlecchino, un formaggio che “fa rete” preparato con latte di asina, capra e vacca.

“Sono proprio le aziende come queste – spiega Alberto Brivio, Presidente di Coldiretti Bergamo – che contribuiscono alla realizzazione delle nostre eccellenze casearie, dalle 9 DOP ai 23 formaggi PAT (Prodotti Agricoli Tradizionali), ed è grazie alla creatività e alla passione di chi le gestisce se il nostro patrimonio di formaggi è in continua evoluzione e si arricchisce sempre di nuove eccellenze”.

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