19 Luglio 2021
La paura dei contagi spinge il turismo nei borghi rurali. Sono 171 i piccoli comuni bergamaschi che offrono relax e prodotti tipici

Per le vacanze 2021 c’è molta voglia di natura, di stare all’aria aperta e di gustare i prodotti tipici direttamente nel luogo di produzione, una scelta spinta anche dalla ricerca di una maggiore sicurezza e dalla ripresa dei contagi. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè tre italiani su quattro tra coloro (75%) che vanno in vacanza visiteranno uno dei quasi 5500 piccoli borghi presenti in Italia per coniugare la voglia di tranquillità con la possibilità di godere di spazi di libertà più ampi lontano dalle città o dai luoghi turistici più affollati.

Per trovare mete alternative e sfuggire al sovraffollamento – sottolinea  Coldiretti Bergamo - tornano protagonisti i luoghi più periferici che custodiscono spesso tesori da scoprire, sia a livello artistico e paesaggistico sia a livello di prodotti tipici.

In provincia di Bergamo  sono 171 i comuni con meno di 5.000 abitanti che animano un territorio tutto da scoprire, dalla pianura  alla collina fino alla montagna, tante piccole realtà  che offrono  un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale, enogastronomico e artistico senza eguali.

Nei territori di questi piccoli comuni – spiega Coldiretti Bergamo – si producono molte delle nostre eccellenze agroalimentari grazie al lavoro degli agricoltori che sono impegnati quotidianamente nella salvaguardia delle colture agricole tradizionali, nel mantenimento delle tipicità alimentari, nella tutela del territorio, un’azione basilare per il mantenimento dell’ambiente e per la cura del paesaggio, un elemento fondamentale per il nostro turismo

Basti pensare agli allevamenti che sono un punto di riferimento per la produzione dei nostri formaggi DOP o tradizionali oltre che di molti salumi oppure alle cantine dove si producono vini rinomati e ai tanti prodotti di nicchia.

Alcuni piccoli comuni si identificano proprio con specialità tipiche del territorio bergamasco: dal Taleggio al Branzi dal melone di Calvenzano alla patata di Rovetta. Non a caso il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti, un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

Contribuisce a garantire l’ospitalità nei piccoli centri – rileva Coldiretti Bergamo – anche la rete dei 185 agriturismi, con 939  posti letto e 9239 posti a tavola, spesso situati  spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile, nell’estate del covid, garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

“I piccoli borghi – sottolinea il direttore di Coldiretti Bergamo Carlo Loffreda  - sono  da sempre fortemente caratterizzati dalla presenza dell’agricoltura e l’ospitalità che offrono rappresenta un esempio di turismo sostenibile prezioso per il sistema Paese che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria”

 

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